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Ottimo debutto solista quello di Cristiano Giordano (alias Nessie Zorba), nel progetto ‘Sin On Wheels’ di cui è voce e chitarra, ispirato dalle due esperienze professionali: nei Posthuman , cover band dei Marylin Manson, nel ruolo di tastierista, solcando più di 200 palchi tra l’Italia , Europa e America. Dal 2004 al 2007 è stato il bassista dei Whitepulp, nota electro/industrial band italiana , con il quale ha svolto dei mini tour in California tra il 2006 e 2007. E’ facile notare, proprio da quest’ultima, un’impronta più marcata nel sound.
In cui, a far la parte del leone, sono i riff intricatissimi di Nessie accompagnati da buoni loop e campionamenti , oltre alle tastiere ergenti sonorità accattivanti, non mancando qualche sagace sperimentalismo che non guasta. Un esempio pratico lo trova nella song ‘Ghost Town’, traccia dalle linee vocali talvolta pulite, talvolta con effetto eco, da supporto al sapiente uso di sequencer nelle parti di chitarra, tornando (poco dopo) semplicemente distorte, capaci di infondere al brano quel che d’ipnotico e gradevole per l’ascoltatore, il quale non potrà che rimanerne affascinato. Nella successiva ‘Dirty Pain’, dai connotati synth rock, si predilige maggiormente suoni sintetizzati nella tastiera che affianca i micidiali riff di Nessie, inizialmente cadenzati, poi, sempre più incalzanti, che irrompono in tutto il loro impeto nell’improvviso stacco di batteria.
Di base, il buon Cristiano propone un Ep nei tipici canoni rock: sfacciato, irriverente e allo stesso tempo orecchiabile; nelle sue composizioni fanno capolino le sue originarie influenze artistiche degli anni settanta, passando per gli ottanta dei vari: Bad Religion, Jane’s Addiction, New York Dolls sino agli anni novanta: era del grunge, in particolare gli Alice in Chains, ai quali Zorba ha tributato ‘World is Whack’.
La cosa che più colpisce nell’album è la capacità di accorpare magistralmente rock ed elettronica con la stessa sapienza, di band veterane avvezze a questo connubio da anni, facendo tesoro delle esperienze live. Le quali hanno influito nella produzione di questi dieci brani, con un mixaggio capace di crearne la tipica atmosfera.
Questo disco si è potuto realizzare grazie anche alla collaborazione importante di Sonny Lanegan , suo fedele amico nella vita e nella musica. Curandone minuziosamente il mixaggio e la produzione, dando alle stampe un prodotto di qualità, che non mancherà di essere apprezzato da un pubblico ben più vasto dell’ambito prettamente rockettaro.
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