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I Nofuck vengono creati nel 1997 a Civitavecchia (Roma) da DAVID PENNESI (chitarra) e DAVIDE PODDESU (batteria), due studenti universitari appassionati di thrash metal. Dai propri idoli - tra cui primeggiano Pantera, Sepultura, (primi) Metallica, Fear Factory, Life of Agony, Overkill, Meshuggah - i due traggono ispirazione per le proprie composizioni, attraverso le quali esprimono le proprie esperienze. Il concept alla base delle creazioni e del nome autoironico è quello dei problemi relazionali tra uomo e donna, della gelosia, degli amori non corrisposti o fugaci, delle incomprensioni e della sofferenza derivante dall’astinenza forzata.
Diversi cantanti e bassisti si avvicendano nella formazione del gruppo, che negli anni si fa conoscere nel comprensorio per le esibizioni dal vivo – rare ma d’impatto – e con due demo rudimentali: “NofucK” nel 1997 e “Jubilaeum” nel 2000. Le cose cambiano nel 2005, quando i Nofuck attraversano un periodo di maggiore produttività e stabilità con EMILIO SONNO al basso a dare solidità alla line-up.
I Nofuck si rivolgono finalmente ad uno studio di registrazione, il SoundBusLab di Civitavecchia ed affidano a Francesco Parasacchi la produzione della loro prima vera e propria demo, “Syndrome”, che esce alla fine del 2005 con cinque pezzi. Durante la registrazione viene allontanato il cantante, ormai incompatibile per motivi relazionali e stilistici; nell’emergenza i due fondatori sopperiscono alla mancanza eseguendo di persona le linee vocali. Collaborano MAR per le intro e gli effetti sonori e Daniela Lucernoni, voce femminile su “Tragedy”. Grazie alla divulgazione della demo nell’ambito delle webzines di settore, i Nofuck guadagnano DANIELE CRISTIANO (voce), col quale raggiungono la lineup attuale e finalmente il growl desiderato, da proporre in una consistente serie di esibizioni dal vivo.
“Existenzminimum”, uscito nel Marzo 2007, è il primo full-lenght dei Nofuck; gli otto pezzi, di cui quattro inediti, rappresentano al meglio l’intera produzione del gruppo, tra le radici nel thrash degli anni ’80 e ’90 e le influenze del thrash-core più attuale. Al concept tradizionale si affianca quello più esteso della mancanza di spazio – fisico e spirituale – e dell’insoddisfazione. La produzione è di nuovo di Francesco Parasacchi e dei suoi SoundBusLab, con i contributi vocali di Saang, già screamer dei Nalvage, e di Federico Battilocchio."
Questa informativa che vi riporto, evidenzia tutto il percorso di questa interessante band, di cui non discuto l'indubbia tecnica e capacità esecutiva a livelli di eccellenza, davvero molto preparati tutti i membri della band... Congratulazioni! Ci troviamo di fronte ad otto pezzi di chiaro stampo thrash core, da quanto ascoltato, di ciò che considero realmente riscontrabile nel platter, è la prevalenza di: Fear Factory e Pantera nella prima parte del full-lenght partendo con l'apri-pista 'Nofuck' chitarroni iper distorti ergono progressivamente un muro sonoro devastante, con parti ritmiche cadenzate, mid-tempos al fulmicotone specie della batteria l'anima vera della band. La stessa che si scatena in una granitica 'Shattered Dreams', il cantante dimostra sicuramente un'ottima padronanza del microfono, non perdendo nemmeno un colpo con i suoi potenti growl sapendoli sapientemente gestire dando la giusta enfasi al brano. L'incedere psicotico scandito da un drumming sostenuto, e una minimo di synth nel mixaggio apre le danze di 'In Hail' molto vicino ai nuovi Sepultura, influenza persistente ulteriore nella successiva 'Abstine', innestandoci le funamboliche sfuriate vocali di Phil Anselmo dei Pantera migliori di 'Cowboys from Hell'.
Da 'Tragedy' ad una pur eccellente 'Australian girl' sino al termine del cd ove noto un connubio Pantera-Messuggah, in questa seconda parte si nota una lieve ripetitività di quanto proposto sin dall'inizio, sebbene non si può negare una certa scorrevolezza quando entrano nel vivo di ogni singola esecuzione. Davvero promettente il primo lavoro, che mi auguro sviluppi nei prossimi quel qualcosa in più, da renderli riconoscibili, unici. I Nofuck hanno le carte in regola, per questo genere di progressi. Attenderò pazientemente il loro prossimo disco che, mi auguro, porti una spinta evolutiva definitiva.
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