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E'
possibile che esista un ponte fra Bergamo e la Scozia? No, nessuna domanda
trabocchetto né tantomeno sono pazzo a porre questo quesito. Esiste
realmente un ponte fra la città lombarda e le terra che fu
dell’impavido condottiero Braveheart.
Un suono di cornamusa c’introduce al primo cd dei Folkstone per passare
subito a “Folkstone”, e da subito si comprende la caratura della band
orobica: cornamuse, bombarde, flauti, arpe.. il tutto miscelato ad un
sound che potrebbe ricordare in parte quello dei Korpiklaani. Ma
soprattutto il cantato in italiano di Lore, possessore di una voce
assolutamente perfetta per questo genere: credo che nessun altro vocalist
possa essere più adatta.
Anche le tematiche sono a dir poco divine, visto che si respira appieno il
folklore, in un clima di festa e battaglia, una musica popolare che si
staglia come un muro contro i ricchi: esempio lampante è “Briganti di
Montagna”, uno degli episodi meglio riusciti del cd. Il viaggio procede
incessante con “Rocce Nere”, traccia dall’inciso trascinante e
dotata di un refrain inarrestabile. “Avanti” è una canzone
tradizionale risalente al XV Secolo, riarrangiata e riproposta dai
Guerrieri Orbici per quattro minuti da sogno. Arriva poi la doppietta di
capolavori dell’album
“In Taberna (In Vino Veritas)” è in assoluto il più festaiolo dei
pezzi presenti in quest’opus: attraverso le parole di Lore ci si ritrova
catapultati nel Medioevo, in un’incasinata taverna, con camino acceso,
copiose pietanze e fiumi di birra. “Giù
in taberna, storie antiche da raccontar”. Altro giro, altra corsa ed
è la volta del miglior pezzo del cd: “Oltre il Tempo”, ove i nostri
si fanno paladini plebei contro i soprusi di nobili e ricchi. Anche qui il
punto di forza sta nell’inciso, semplice e d’impatto che si
ripromette, dal vivo, d’esser cantato a squarciagola da tutti i
presenti.
Lentamente, ma senza il minimo accenno di noia, ci si avvicina alla fine.
Ma non prima di altri stupendi pezzi come “Con Passo Pesante” e “Lo
Stendardo” fino a “Alza Il Corno”, preceduta da “Igni Cena”,
tributo dei Folkstone alla leggenda tedesca del Folk, gli Schelmish.
Chiude i giochi l’Outro: e come per l’Intro, sono le cornamuse a
decretare la fine del viaggio.
Allora, esiste un ponte fra la Scozia e l’Orobie? La risposta, come
avrete capito, è sicuramente sì. L’album omonimo dei Folkstone,
prodotto dalla nostrana Fuel Records, è un cd per tutti. Per chi ama il
folklore, per chi ama la buona musica, per chi ama le bevute, per chi ama
la Scozia… Un album da prendere a scatola chiusa, da metter nel proprio
stereo, premere play, chiudere gli occhi e ritrovarsi a camminare nelle
sterminate colline delle Highlands, mano nella mano a dei guerrieri
provenienti dall’italianissima Orobie.
“Nobili e ricchi, la testa vi mozzerò / Col
loro cranio ai banchetti io brinderò / Altre contrade incontrerò / E la
mia taglia affronterò /Eh.. La mia anima ruberò al Destino! / Eh.. Io
non mi fermerò”
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