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ANCIENT DOME - Human Key

Album 2009 - Punishment 18/Masterpiece


Come se salissimo un'ideale scala a chiocciola, concludo un cerchio in ascesa partito dagli italiani Brain Dead, passando per l'inghilterra dei Pitiful Reign e approdando a Saronno dagli Ancient Dome, band attiva dal 2000 e sostanzialmente più matura per affrontatare l'avventura di un full lenght album. La band del Varesotto parte dal suono caro ai mostri sacri del thrash mondiale per riportane in vita i fasti e continuarne la gloriosa tradizione. Nel far ciò, la formazione non disdegna di spingersi verso lidi più moderni, soprattutto nei suoni, grazie anche ad una produzione che introduce in maniera eccellente alla musica dei nostri e non ha nulla da invidiare alla gran parte delle pubblicazioni nord europee (come al solito, la sempre attiva Punishment 18). Il disco si articola in undici tracce e, cosa abbastanza tipica per un esordio, denota una certa eterogeneità compositiva, sicuramente dovuta ad una scrittura distribuita su diversi periodi di tempo. Ascolteremo, così, canzoni grezze e palesemente old school come ‘Ancient Dome’ e ‘Total Command’ (che ricorda molto ‘The Four Horsemen’), rispettivamente brano di apertura e di chiusura dell'albumt, come a formare un'ideale cornice alle diverse composizioni degli altri pezzi, dalle atmosfere ben più complesse e tenebrose, con influenze più anni 90. È il caso, per esempio, di ‘Lost Creature’ e ‘Architect of Dreams’, in cui gli Ancient Dome raggiungono livelli molto più alti e convincenti rispetto a molti dei loro contemporanei, rielaborando in maniera personale il sound dei vari Metallica, Megadeth e via dicendo. In altri casi invece il thrash bay area si mescola con elementi più classici, come il power (‘Human Key’) e l'hard rock (‘Cold September’), garantendo considerevoli variazioni ed evidenziando che lo stile della band non è poi così chiuso su se stesso, nonostante la chiarificante professione d’intenti del pezzo di apertura, da cui bisogna stare attenti a non essere fuorviati. Sicuramente i meno esperti (o comunque meno informati) cadranno dalle nuvole scoprendo che gli Ancient Dome non sono figli dello zio Sam ma della Pianura Padana, vista la pronuncia tipica del miglior James Hetfield. Tirando le somme, un debutto più che positivo che si mantiene su buonissimi livelli e lascia anche spazio, soprattutto, a ulteriori miglioramenti futuri. Per tutti gli estimatori del thrash sarà una piacevole sorpresa.

Recensione di Riki Shin

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TRACKLIST

01. Ancient Dome
02. State of Regression
03. The Defeat (Intro)
04. Tyrants
05. Human Key
06. Aeons (instrumental)
07. Fall of the Dominion
08. Cold September
09. Lost Creature
10. Architect of Dreams
11. Total Command



 

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