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Live: BACCANALE @ The Cube (CA) - 14/01/2010 
Hanno calcato il palco: ADTSL, Who Killed Marilyn?, King Howl Quartet


Era da un po' che vedevo su facebook e myspace, locandine con su scritto "BACCANALE". Di sfuggita, intuitivamente, ho sempre dato per buono che fosse il nome di qualche locale o evento sporadico. Col passare del tempo, ho letto sempre più spesso sulle locandine questo nome, notando tra l'altro, come nel caso di questa serata, che la location era il Bowling Pub di Iglesias.
Parto da Cagliari, mezz'oretta di tragitto (neanche tanto) e svolto subito dopo l'inizio del 49esimo km.
Suonai in quel locale nel 2006 e a stento l'ho riconosciuto! Interni molto più curati, con tanto di divanetti, puff e sgabelli. Impianto non da poco e luci efficaci. Veramente non male.
Mi soffermo a fare due chiacchiere con Jack, uno dei principali artefici del "BACCANALE", che mi svela l'arcano. È un'associazione no profit basata su un giro di musicisti. Il tutto è finalizzato nel voler creare un ambiente nel quale tutti possano suonare il proprio genere, mandare il proprio messaggio e soprattutto divertirsi, e perché no, guadagnare qualche soldo. Ricordiamoci che fare il musicista non è tutto rose e fiori. Si fanno molti sacrifici, sacrifici a cui spesso viene dato pochissimo peso, soprattutto dai gestori dei locali, che oramai vedono nelle band solo una fonte di lucro, e non quello che veramente è: un movimento culturale. Ma non tutto è merda, ed il gestore della sala al Bowling Pub ne è la prova. La BACCANALE era in cerca di un luogo dove fosse possibile dare continuità alle esibizioni e lo ha trovato appunto in quel di Iglesias.
Se il giovedì non sapete che fare, lì troverete sicuramente un concerto, e date le premesse di quest'associazione, l'andarci è un vantaggio soprattutto per voi se amate la musica.

Sono le 23 quando il primo gruppo sale sul palco, vengono da Abbasanta… loro sono gli ADTSL. Devo ammettere di non aver capito una cippa i primi due minuti. Non c'è stato il tempo per un soundcheck decente ( il bassista mi pare abbia ringraziato le ferrovie dello stato), e i risultati si sono visti, o meglio sentiti. Grazie ai rimedi della nonna (carta igienica bagnata nel padiglione auricolare), ho finalmente iniziato a distinguere qualche nota, dico qualche perché i suoni erano davvero sballati. I quattro oristanesi propongono un Punkrock dall'anima americana, a testimonianza di ciò le cover proposte, che spaziano dai Rancid ai The Offspring. Le loro composizioni non sono però interamente american style, e presentano influenze riconducibili al punk italiano, come qualche pezzo solista caro a gruppi come Pornoriviste e Derozer. Da segnalare il rifacimento in chiave punk di Tonight's gonna be a good night dei Black Eyed Peas.

È ora il turno delle WHO KILLED MARILYN?, quartetto femminile di casa al Bowling pub. Subito prendono il pubblico per la gola: piazzano ai bordi del palco due vassoi di muffin con scaglie di cioccolato targati WKM. Ne ho mangiati quattro, ma cercherò comunque di essere il più obiettivo possibile nei loro confronti! Che buoni però!
Veniamo al lato musicale. Come ho detto fuori alla cantante, il primo aggettivo che mi è venuto in mente ascoltandole è "cimiteriali". Penso che il termine Horror Punk calzi proprio a pennello. Le influenze e i richiami sono vari, dal rockabilly (con qualche tendenza al più scuro psychobilly) al punk, dal rock alle sonorità anni 60/70, ma in loro è costante quel tono cupo che tanto ricorda i Misfits. Poi parte il LA. E non sto citando il modo di dire. Parte proprio il LA! Quello della chitarra. In sostituzione arriva una chitarra stile Pantera, che permette di continuare l'esibizione, non mettendo proprio a suo agio la chitarrista, ma come si dice dalle mie parti, meglio di un calcio in culo!

Ed ora, blues! L'onere di chiudere la serata va ai KING HOWL QUARTET! Un gruppo di ragazzi che sa quel che vuole dai propri strumenti, e sa come ottenerlo. Il suono è fuso, unitario, compatto e soprattutto caldo. Come ben dice il cantante (cui il timbro a tratti mi ricorda il vocalist dei Mars Volta), il blues può sembrare una musica malinconica, e magari a tratti lo è, ma quel che esce dalle casse del Bowling Pub è pura energia. Shuffle, armonica a bocca e camicia da boscaiolo: cosa si vuole più da un concerto?
Nelle ultime canzoni le note si incupiscono, sfociando nel delta blues, che personalmente preferisco, dati i toni più passionali. Penso non scorderò mai le parole "Shake it babe, once time, for me", ripetute fino allo spasimo, in una ending durata quasi quindici minuti!
I quattro ci sanno sicuramente fare, e spero presto di rivederli calcare il palco.

Che dire in conclusione? Oltre ai già sottolineati miglioramenti acustici e non del locale, va rimarcato l'impegno profuso dal BACCANALE, che dimostra con i fatti di supportare la musica in Sardegna, in mezzo ad una marmaglia di persone che parla e basta. Continuate così ragazzi!

Report by Roberto Sechi

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