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Clinic: DINO VERDADE @ Teatro Club (CA) - 21/06/2009


Domenica 21 Giugno si è svolta a Cagliari la clinic di Dino Verdade, batterista brasiliano di fama mondiale per la prima volta in Italia, ospitata nei locali del Teatro Club di via Roma.
Annunciato più di un mese fa, l'incontro aveva subito un posticipo a causa di un piccolo incidente che ha procurato a Verdade la frattura di un osso metatarsale, ma grazie ad una guarigione in tempi record il drummer si è presentato in una forma più che impeccabile. L'evento è stato organizzato e coordinato da Raphael Saini che già da qualche tempo sperava di poter ospitare in Sardegna uno dei suoi maestri.
L'ingresso del teatro si riempie in fretta quando ancora sono in corso gli ultimi check. La clinic prende il via con l'esecuzione di un assolo completamente improvvisato di matrice samba che esprime un po' tutta la filosofia musicale di Verdade: innovazione e tradizione. E' anche questa la concezione che ha determinato il grande successo della scuola di batteria "Bateras Beat" da lui fondata nel 1992, la quale attualmente conta 10 sedi dislocate nel territorio brasiliano e più di 1000 allievi che studiano su un metodo ideato dallo stesso Verdade.
Nel suo stile sono ravvisabili i generi più diversi: reggae, rock, jazz e metal, giusto per citarne alcuni, molti frutto di passate e presenti collaborazioni musicali che hanno contribuito ad affinare il suo playing; da qui anche la sua versatilità attitudinale nei diversi stili dimostrando una decisa familiarità con ognuno di essi. Avvalendosi della traduzione simultanea di Raphael, Verdade parla esclusivamente in portoghese e si intrattiene a lungo rispondendo alle domande della platea. Emerge una persona estremamente disponibile e umile nel rispetto del suo lavoro tanto che, ad alcune richieste di esecuzione più particolari, lui risponde in tutta tranquillità "è molto difficile, mi devo esercitare!".
Suonando su una base registrata da un live di un suo progetto strumentale vengono mostrate delle applicazioni di tempi moderni su riff e fraseggi tipici; nonostante sia un vero innovatore Verdade è capace di rispettare la sensibilità dei caratteristici ritmi brasiliani quali Bossa nova e Pagode. Uno dei momenti più interessanti della clinic è stato quello in cui il batterista ha esposto delle reinterpretazioni di tempi Samba in base a diversi generi dimostrando così un'invidiabile apertura mentale; interessante la commistione di Samba a Dois con un beat tipicamente Funk; spettacolare poi l'unione del Blast Beat ai ritmi più tradizionali della sua terra. Quel che veramente stupisce è il modo con cui tutte le influenze non snaturino le basi musicali di partenza e non ci sia mai nettamente una prevalenza di stile, ma tutto suoni in una simbiosi dal perfetto equilibrio. Uno dei concetti emerso durante il dibattito è infatti l'approccio particolare rispetto ai vari generi e alla musica nel suo complesso: nessuna conflittualità o incompatibilità, ma alla luce di un generale rispetto reciproco tutto diventa esperienza e fonte di continua innovazione.
Siamo vicini alla conclusione delle quasi tre ore passate assieme e, nelle rimanenti basi tradizionali su cui Verdade improvvisa, è interessante vedere come può cambiare la concezione ritmica all'interno di un brano: da una particolarmente virtuosa con fill tecnici e groove potenti ad una essenziale in cui la variabilità timbrica e dinamica donano alla batteria un'anima più percussiva e sfumata.
Dino Verdade incarna la figura di un artista particolare: quello il cui talento e fama non ledono la sua voglia di stare tra la gente e la disponibilità al dialogo. Clinic come queste non hanno un fine puramente didattico, ma in quelle ore viene fuori anche una persona, cosa che nessun metodo di batteria potrà mai regalare.


Qualche dettaglio tecnico: Dino Verdade ha suonato su una Pearl Export e sul suo personale set di piatti Orion, marchio brasiliano di cui ha l'endorser. Configurazione set: Ride, Charlestone, 3 Crash, 3 Splash e un particolare stack messo sulla sinistra nel Charlestone formato da tre splash sovrapposti.

Report e Foto by Matteo Sulis

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