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Live: HEAVY SANDS @ Calypso (CA) - 09/07/2009 [Evento Rockstars]
Hanno calcato il palco: KALEDON, Screaming Shadows, Alcoholic Alliance Disciples, Cybercage, Shoggoth, Sine Die, Shardana, Destruction Travel

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Le aspettative sono alte e l’emozione è forte per quello che sarà il primo giorno dell’Heavy Sands. L’associazione Rockstars ha voluto fare le cose in grande con un festival di cinque giorni, quattro dei quali dedicati alla musica live nella location più rock dell’estate cagliaritana 2009: il Calypso. Paradossalmente sembra che questo chiosco sia divenuto una delle ultimissime speranze per la musica dura della nostra città e, dunque, quale palco più adatto per ospitare un evento chiamato Heavy Sands?

Si comincia con puntualità quasi svizzera alle diciannove e pochissimi minuti con i decimesi DESTRUCTION TRAVEL. Il thrash metal è un genere che può esser sentito molto spesso tra le band del nostro underground, ma dal quartetto spicca una originalità e una cura nella composizione che li rendono degni di lode. Breve ma intenso il loro show che consta di pochi pezzi (a causa del poco tempo a disposizione) tutti originali.

L’affluenza purtroppo, al di là di ogni previsione, scarseggia e i pochi astanti si preparano ad assistere all’esibizione dei metal warriors SHARDANA. Chi è abituato al loro show sa cosa aspettarsi e non resta certo deluso da una performance più energica e coinvolgente di quella che li aveva visti protagonisti al Never Give Up Festival II. L’esibizione si conclude con una cover che sembra far spuntare dal nulla nuovo pubblico: Valhalla dei Blind Guardian, molto apprezzata dal sottoscritto e dai presenti.

Il progressive metal è un genere tosto, difficile da suonare (bene), difficile da creare e da riuscire a far apprezzare al pubblico. Il prossimo gruppo a salire sul palco è sulla buona strada per riuscirci. I SINE DIE ci propongono un prog metal estremamente melodico, con frequenti richiami al progressive classico di matrice settantina e altrettanti a quello più moderno dei Dream Theater. Buone le doti tecniche di ogni componente, ma carente probabilmente la presenza sul palco affidata esclusivamente a un frontman, la cui lunga chioma non sembrava voler essere lasciata in pace dal fortissimo vento di maestrale presente tutta la giornata.

Probabilmente è proprio il maestrale la causa del crollo delle aspettative in quanto la numerosità del pubblico sembra addirittura diminuire all’arrivo sul palco dei sassaresi SHOGGOTH. Il gruppo, nonostante ciò, fa una buona performance, ha grande presenza sul palco e energia da vendere, entrambe proprie del genere che ci propongono: un thrash metal di stampo “panteriano” mischiato a qualcosa di anche più moderno. Di spicco il lavoro chitarristico e vocale che purtroppo non vengono ripagati da un pubblico ridotto ai minimi termini dalla pausa panino.

La situazione migliora leggermente con l’arrivo dei CYBERCAGE, formazione industrial metal di Sassari. La potenza sonora del quartetto è non indifferente, così come la loro attitudine sul palco del Calypso. La voce, prevalentemente in growl, si amalgama bene col resto degli strumenti a cui sono addizionate delle basi registrate che rendono il sound pieno e potente. Originali le composizioni e lo stile, carico di influenze di ogni tipo.

Finalmente sembra che si cominci a ragionare dal punto di vista dell’affluenza quando gli ultimi pullman scaricano alla settima fermata del lungomare Poetto capelloni di tutte le età, accorsi per assistere all’evento. Siamo ancora lontani però da quelle che erano le previsioni fatte per questa prima giornata e che avevano tutte le carte in regola per essere rispettate.
I Discepoli dell’Alleanza Alcolica (ALCOHOLIC ALLICANCE DISCIPLES) cominciano il loro spettacolo con un sound impeccabile, completo e di chiarissimo riferimento Zakk Wyldeiano. Ottimo il lavoro ritmico dei due chitarristi il cui stile si rivela così simile tra loro da rendere perfetto il risultato sonoro. Nessuna nota negativa per la band che esegue al completo la loro demo di recente uscita dimostrando già una notevole maturità musicale.

Siamo alla parte finale dello show, ma il bello deve ancora venire. Sono le 23 quando i sassaresi (ormai solo per metà) SCREAMING SHADOWS fanno la loro comparsa, dopo un rapido cambio palco, sullo stage. Il loro nome sull’isola è uno di quelli di maggiore spicco così come la loro performance, offuscata soltanto da dei suoni non all’altezza del gruppo. Il nuovo frontman Bruce Dick.. ehm.. Alessandro Marras si dimostra degno del suo (grandissimo) predecessore e tiene il palco ottimamente intrattenendo una folla abbastanza numerosa accompagnato dal sound heavy metal più classico con qualche riferimento power metal della band. Sfortunati nei suoni (specialmente il bravo chitarrista Francesco Marras), ma grande esibizione del quartetto che ora lascia il palco agli headliner della giornata.

I KALEDON sono una band power metal di Roma, nascono alla fine degli anni ’90 e pubblicano il loro primo full lenght nel 2002. Da allora son passati 7 anni e la band ha sfornato 5 dischi, tutti sullo stesso concept; si aspetta ora l’uscita del sesto e conclusivo capitolo della saga.
Quando salgono sul palco l’audience cresce notevolmente e i sei cominciano il loro spettacolo travolgendo i presenti con un sound power metal più puro e rapido. Le grancasse del batterista David Folchitto sembrano impazzite sotto la pioggia di battenti che le colpisce e anche le chitarre che, guidate dal leader del gruppo Alex Mele, sfoggiano una precisione notevole accompagnata da un grande gusto della melodia. Tra il pubblico la gente poga, balla e si diverte cantando a squarciagola i ritornelli orecchiabili pur senza conoscerne le parole. La scaletta della band comprende pezzi dei loro cinque primi album più un inedito, “The Way To Home”, che sarà la traccia di apertura del sesto disco di prossima uscita. L’apice dello show viene raggiunto quando vediamo il gruppo eseguire una versione riarrangiata del classico “We Will Rock You” dei Queen, capace di far perdere completamente la voce ai più o quando il cantante Marco Palazzi invita la folla a fare il distruttivo “Wall Of Death” facendo tremare la sabbia davanti al palco. Si conclude con un bis il loro show e con l’ esecuzione di “Return to Kaledon ” che segna la fine di questa prima giornata di heavy metal sulla spiaggia di Cagliari.
E’ comunque sia un peccato vedere che a un evento del genere l’affluenza sia stata così deludente rispetto a quelli che erano i presupposti per far sì che la spiaggia venisse completamente invasa dai metal heads. Forse il vento, forse una mentalità ancora troppo chiusa, ma certo non ci fa onore che alla prima giornata di un festival così ben organizzato e con una lista di band così invitante, i presenti fossero così poco numerosi. Complimenti a chi ha aiutato a far sì che l’evento potesse aver luogo e alle band che hanno suonato perché hanno fatto sì che la serata sia parzialmente riuscita.

Report by Andrea Alvito
Foto By Selene Farci

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