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Live: JETHRO TULL @ Stadio Comunale, Sarroch (CA) - 01/07/2009 [Evento Vox Day]

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Spernacchia, si agita, suona e balla su una gamba sola; incanta e stravolge ogni schema musicale e, anche se senza una chioma incontrollabile O una barba sregolata, Lui (Ian Anderson, 62 anni) è sempre lì ad agitare il flauto e a regalare, per i più nostalgici e non, un tuffo nel passato: il passato della musica fatta per divertirsi e per divertire.
Insieme a lui altri dinosauri del Rock: in prima fila Martin Barre che delizia il pubblico con riff e assoli d’altri tempi che vanno dal Prog-Rock al Blues più puro. Alla sezione ritmica il gigante (non solo musicalmente) Doane Perry, coadiuvato dal settimo bassista dei Tull, David Goodier, non fa rimpiangere Jeffrey Hammond, mitico e intramontabile bassista originario. Alla tastiera il finto giovane (rispetto al resto della band) John O’Hara. Tutti riuniti per il Tour europeo con tappa a Sarroch per il Summer Groove del primo luglio, organizzato dalla Vox Day.
Il palco è ancora buio quando i componenti della band entrano in scena di fronte a duemilacinquecento persone. Si parte con un omaggio ai quarant'anni dei Jethro Tull con una canzone tratta dall'album “Stend Up“ del 1969 dal titolo “ Nothing Is Easy “. Ian non si fa attendere e compare roteando e ballando. La voce non è piu quella di un tempo, ma il fiato c’è tutto e delega al suo fidatissimo flauto l'arduo compito di trasmettere le emozioni che la voce sa regalare.
Una canzone dopo l’altra, Ian e soci mostrano al pubblico i piu grandi dei loro successi, soffermandosi soprattutto sui primi album che li consacrarono nel firmamento del Rock . Si mischiano i ritmi più blues, come in “ A New Day Yesterday “ del 1969, con le sonorità hippy e controverse di “Beggar’s Farm“, tratta dal “ This Was“, album debutto del 1968.
Ian, da vero mattatore, intrattiene il pubblico con ampie e divertenti introduzioni, in una delle quali dice “Questa è la canzone durante la quale la gente va al gabinetto" per enfatizzare l’arrivo di un grande classico: Bach influenzò la musicalità dei Tull e loro rispondono dedicando a lui una rivisitazione del celebre "Boureè", che negli anni è una delle canzoni dei Tull più apprezzate, in cui ogni componente della band mostra il suo vero potenziale tecnico . Ian Anderson cominciò a 20 anni a suonare il flauto ispiratoai Jazzisti del suo tempo; influenza che si rispecchia nella funambolica "Serenade to a Cockoo", anche questa una canzone completamente strumentale che inizia solamente con il flauto e un accenno di batteria in un crescendo sempre più incalzante.
La versatilità dei componenti fa capolino quando Doane Perry (batteria) si siede davanti a tutti con due bonghetti, mentre Martin Barre e John H’Oara impugnano dei flauti dolci e Ian imbraccia una chitarrina da menestrello. Poche note di chitarra e parte una canzone tratta dal loro piu celebre album “ Aqualung “ chiamata “Mother Goose“.
“Thick as a Brick“, dall'omonimo album del 1972, apre la sessione dedicata al loro momento Prog. “Ci stava andando tutto bene finche non è arrivato il Prog Rock“: parole di Ian. Il pezzo composto da due altre canzoni che si mescolano tra di loro in un medley accattivante nel sound e nei cambi di tempo.
D'un tratto buio.
Una sola luce rossa a illuminare Martin Barre che, con solo 3 note, pesantissime, fa sussultare i duemilacinquecento Tull’s fan. Parte la canzone più tagliente per testo e ritmo; la più ballabile e la più cantabile: inno anti religioso del 1971, in cui Ian incarna le sembianze di un Barbone pazzo chiamato “Aqualung“ . La canzone è appunto “Aqualung“, perfetta sotto ogni punto di vista, emozionante al punto giusto, in cui la gola di Ian e del pubblico si stringe in un soffocante urlo di ribellione.
Unico Bis della serata è un altro pezzo tratto da “Aqualung“ chiamato “Locomotive Breath“: un incalzante crescendo a simboleggiare la potenza e l’incisività di una locomotiva come i Jethro Tull nella storia del rock.

Nota personale: se mia nonna avesse avuto una ruota sarebbe stata una carriola. Se mio nonno avesse avuto quattro palle sarebbe stato uno dei Jethro Tull.

Report by Claudio Mirabella "Miraz"
Foto by Selene Farci

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