TRAIL OF TEARS - Free Fall Into Fear

Album 2005 - Napalm Records


Premetto che forse potrei essere di parte visto che apprezzavo molto di più il gruppo quando aveva la voce femminile prorompente di Helena Iren Michaelsen, secondo me era la sua voce a rendere il gruppo particolare. La voce pulita del cantante non convince (sembra una brutta copia della voce pulita degli Opeth) e non può dirsi nemmeno tanto gothic, sembra più sul rock-blues. Il gruppo cerca di conservare quella dualità che lo ha reso famoso, quei cambi repentini tra violenza e malinconica melodia, ma adesso le parti più melodiche hanno perso la loro anima gothic e sembrano a tratti pop a tratti rock-blues (specialmente per la distorsione delle chitarre). Le parti in scream risultano invece molto convincenti, specialmente quando il suono prende una piega black, a volte invece capita che suonano con lo stoppato tipico del death (o nu metal…) ma con la voce pulita tutto questo perde l'aggressività e risulta insipido, magari con un growl ben assestato avrebbero spaccato. Il cd quindi non riesce ad essere incisivo, nonostante la tecnica mostruosa della band, manca di mordente e sembra sconclusionato, una cosa fatta per autoimitarsi, ai loro livelli anche se fanno le cose male gli esce un capolavoro, ma chi li ha sempre adorati se ne accorge, con produzione ottima ma con idee che andrebbero riconsiderate: le varie parti, anche all'interno di uno stesso pezzo, non si collegano armoniosamente. L'intero album sembra come un intro, avete presente quando capita che ascoltate i primi minuti di un pezzo e pensate "tra poco il pezzo esplode" ma poi il pezzo finisce e ci rimanete male come se mancasse qualcosa? Accade proprio questo a me mentre ascolto questo cd. La batteria riesce ad emergere solo nei tratti violenti, altrimenti è sommersa dalle melodie che si impongono in tutto l'album… E' specialmente la voce di Ronny Thorsen che non convince, manca di carattere (eppure nei Blood Red Throne è distruttivo coi suoi gurglings!). Sono le tastiere quindi ad avere la meglio in questo album, occupano il posto principale e sviluppano melodie mai scontate, sono molto mobili e quindi concentrano l'attenzione ma non sorprendono più di tanto, alla fine è l'effettistica a caratterizzare il tutto. Questo è un album di un gruppo che un anno dopo si sarebbe sciolto, forse la mancanza di anima in questo cd è dovuto proprio a questo… infatti tutti gli altri componenti della band dichiareranno (nel novembre del 2006) il gruppo sciolto mentre Ronny ribatte che i Trail Of Tears esistono ancora… beh lo spero, spero anche che si ritorni agli antichi fasti (ma non ci scommetterei visto che Ronny è rimasto solo e quindi un cambiamento di stile è ovvio che ci sarà!). Niente di speciale per questo gruppo e quindi devo esprimere una parere abbastanza perplesso per questo gruppo proprio perché mi aveva abituato a grandi cose e mi sento deluso da questo lavoro che avrei considerato eccellente per altri gruppi "normali" ma che per i Trail Of Tears è poco. Un incoraggiamento e speriamo bene per il prossimo album. L'acquisto è consigliato a tutti gli amanti del melodic black, con diversi effetti ed un'infinità di diverse melodie ed ottima produzione (sa molto di Dimmu Borgir come descrizione...), ma chi amava il gruppo per come era prima faccia un ascolto prima di acquistare.


Recensione di MetalJesus

 

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TRACKLIST

01. Joyless Trance of Winter  [04:20]
02. Carrier of the Scars of Life [05:31]
03. Frail Expectation [05:26]
04. Cold Hand of Retribution [04:41]
05. Watch You Fall [04:57]
06. The Architect of My Downfall [03:41]
07. Drink Away the Demons [04:17]
08. Point Zero  [03:33]
09. Dry Well of Life  [03:39]
10. The Face of Jealousy  [04:56]