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Particolare gruppo questo, che propone un black metal pesantemente atmosferico e dalle sfumature medievaleggianti, fatte al sinth (si pensi ai Falkenbach),
i temi ricorrenti si riferiscono spesso ai racconti fantasy di Tolkien o Moorcock. Il tutto è massicciamente tastieristico, un black degli ultimi anni
e molto in odio ai tradizionalisti (chi ricorda i Windir?), accompagnato da una batteria che indugia spesso sui tamburi a mò di marcia di guerra.
Nonostante la batteria sia campionata non si avverte molto, è stato fatto un buon lavoro, le chitarre sono spesso in accordi melodici lentissimi, molto
puliti e squillanti, il basso non c'è ma in questo contesto sarebbe sicuramente stato sommerso quindi tanto valeva non mettercelo. Un black metal dai toni
molto epici ma che farebbe infuriare qualsiasi blackster per il fatto che tutto è così poco "true", per il fatto che i riff sono fatti dalle tastiere
mentre la chitarra fa solo qualche occasionale accompagnamento, e per il fatto che la batteria e campionata e molto statica oltretutto. La voce è uno scream
fatto da entrambi i membri del ruppo che si alternano o cantano insieme, sono usati molti effetti a seconda del'occasione, per dipingere atmosfere
guerresche in genere viene usato un effetto che fa apparire la voce lontana e con un tocco di eco, uno scream molto cattivo in definitiva ma sempre
effettato. Questo album, in conclusione, farà la gioia dei sostenitori di Falkenbach et similia, potrebbe risultare piacevole ai fan dell'epic ed
atmosferico e medievaleggiante, sarà odiato per tutto il resto dei metalheads.
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