METATRONE - The Powerful Hand

Album 2006 - Scarlet Records/Audioglobe


I Metatrone propongono un buon Power/Prog Metal, e, contrariamente a quanto supponevo ascoltando taluni singoli dal loro sito di Myspace, sono risultati non del tutto meri prosecutori delle loro già note influenze, senza alcuna inventiva anzi; nel complesso si tende a porre in essere un mix di Aor e il suddetto Power, nei brani scelti per la versione inglese di "La Mano Potente", difatti non perdono di un minimo di inventiva nella cura del songwriting davvero notevole, in personalità, specie il cantato del bravissimo Jo Lombardo, al quale c'è da fare un applauso per l'ottimo timbro, l'ottima capacità esecutiva sia nelle variazioni di tempo che di tonalità, trovandolo abbastanza duttile, al punto da poter
adattare la propria voce, sia in pezzi di hard rock melodico (Aor) che al metal, una combustione posta in essere dai gusti musicali dei singoli musicisti del combo catanese. Essi appartengono ad un genere tematico chiamato Christian Metal di cui, loro sono tra i pochi esponenti( insieme a Getsemani, Boardes, Dusk, Doomenicus, Magnifiqat) di spicco qui in Italia.
Hanno partecipato in Aprile all'Elements of Rock Festival, una christian metal kermesse che vede protagonisti molti degli astri nascenti e non di questo genere tematico del Metal, uscendo alla ribalta dei media per la partecipazione al Gmg tenuto a Sydney, lo scorso Luglio... la prima Heavy Metal band ad aver accesso ad una manifestazione religiosa... un miracolo! Lo stesso che, si sono promessi volendo dimostrare a tutti che il Metal e Gesù possono andare tranquillamente a braccetto; di questo progetto ve n'è una versione in italiano di 8 tracce non rilasciata per la Scarlet, ma da un'altra casa discografica per il solo territorio italico (Trp Music).
Invece nella versione in Inglese, destinata al pubblico internazionale vi sono ben 11 pezzi di cui, l'intro in latino "Veni Creator Spiritus" che, colpirà senz'altro l'ascoltatore per l'incedere fortemente epico e marziale del cantato, compiacendo non poco gli amanti di sonorità medievaleggianti.
A seguire ecco presentarsi (guardacaso) un pezzo Aor/pop "The Best Way", orecchiabile ed accattivante ove non mancano intermezzi tastieristici del buon Davide Bruno (Leader della band); quand'ecco irrompere "One in A Million" dai connotati progressive di chiara influenza Queenrychiana, supportato da un intro di synth keyboard per poi sfociare in un drumming potente e deciso, con tanto di assoli e cori da contraltare ad un pezzo davvero stupendo. "Free and Forever" dai connotati palesemente power, entusiasma per pomposità e velocità ritmica: qui è ravvisabile la immancabile spinta verso l'accelleratore per tutta la durata del pezzo. Mentre in "The Song begins" si sbellicano in un brano dagli innegabili quanto, raffinati tratti Aor ove non mancano parti moderatamente tirate, infondendo al pezzo una buona verve gli inserti tastieristici di Davide Bruno e del chitarrista Stefano Calcagno davvero ragguardevoli, non c'è che dire!
"The Rock" invece, connubia una buona venata epica e pump/prog eccezionale, (qui trovo inequivocabile lo zampino dei Fates Warning, non ci piove) ove la poderosa chitarra del buon Stefano la fà da padrona, la particolarità consta nel figurare chiaramente nelle liriche di questo brano tracce del Salmo 62 ove, si pone Dio come la Roccia (da cui il titolo del pezzo The Rock) su cui appoggiarsi ( qui fà eco una voce fuori campo annunciandosi come Colui che, non ha avuto remore a salvare il Suo popolo dalla tirrannia D'Egitto parafrasando credo l'Esodo) : 

Only in the Rock 
My soul is resting forever 
Forever Rock of Hope 
Only in the Rock 
My soul is resting forever 
Forever Rock of Hope 

You’re watching me every day 
You give me quiteness 
The safest shore in the seastorm 
In which I can rest 

Only in the Rock 
My soul is resting forever 
Forever Rock of Hope 
Only in the Rock 
My soul is resting forever 
Forever Rock of Hope 

You mean for me the salvation 
Forgive me again 
Keep me safe from the Evil 
Take care of my soul

Successivamente, fanno il loro ingresso altri due pezzi centrali del lotto tra i più tirati, in cui la componente sanguigna, poderosa del Metallo come Dio comanda ha il suo giusto sfogo: "Mirror City Train" e "War is Pain Again". Neanche "The Prince" sulle prime te lo manda a dire in quanto a robustezza nel sound, ove si poggia un buon concentrato Aor, non mancando riff intricati e travolgenti come l'avvolgente "Not Afraid", che parte moderatamente per poi, incedere cadenzatamente sino alla conclusiva outro (in latino) di sola voce e chitarra acustica "Ave Maria". Che dire? Un disco di pregevole fattura nonchè dai contenuti lirici passionali e coinvolgenti nel contempo, e, naturalmente servirà di procurarsi l'intero platter per poter cogliere in pieno ogni minima sfumatura. Ottimo debutto... davvero.

Recensione di Pure Massacre

 

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TRACKLIST

01. Veni Creator Spiritus [---]
02. The Best Way [---]
03. One in A Million [---]
04. Free and Forever [---]
05. The Song Begins [---]
06. The Rock [---]
07. Mirror City Train [---]
08. War is Pain Again [---]
09. The Prince [---]
10. Not Afraid [---]
11. Ave Maria [---]