METALLICA - ...And Justice For All

Album 1988 - Elektra


Il 27 Settembre 1986,un' evento drammatico colpisce l'ormai famosissima band dei Metallica, il bassista della band Cliff Burton muore in seguito ad un'incidente stradale che coinvolgeva anche il resto del gruppo che fortunatamente si salvo.'
I tre superstiti rimangono inattivi per quasi 2 anni. I tre non si demotivano e con grande forza d'animo forse anche in onore del loro defunto amico, decidono di reclutare un nuovo bassista. Il fortunato si chiama Jeson Newsted(Flotsam and Jetsam ) con la formazione nuovamente al completo i quattro scrivono un'altra pagina di storia del metal. Come una folgore che divide a metà il cielo come un barbaro che da solo con un'ascia fa a pezzi centinaia di nemici in un campo di guerra…”And justice for all” arriva è devasta il mondo!
Una pulizia del suono invidiabile, tecnica a livelli altissimi, testi ispirati e perfettamente integrati! I metallica creano un album preciso, ma complesso allo stesso tempo; cupo, oscuro, cattivo, veloce! Semplicemente perfetto!
Rispetto ai tre album precedenti,questo si fa notare per l’elaborazione, per la ricerca di nuove sonorità, che in qualche modo ammiccano allo speed-metal,pur mantenendo radici THRASH.
La new entry, Jason Newsted (the new kid boys), si adatta benissimo allo spirito della band, stando dietro a ritmi velocissimi e potenti. ma a detta di tanti, non è mai stato l’erede di Cliff, nessuno lo ha mai messo sullo stesso piano del suo precedessore, ma ha adempiuto al suo compito in maniera piu' che eccellente.
Il 1989, è l'anno di uscita dell’album, molti videro in “And justice for all”, il disco della svolta, sia in negativo che in positivo. La critica si spacco' in due, da una parte si denunciava un cambio di sonorità rispetto a quelle del penultimo album Master of puppets, dall'altra si elogiava il disco che vedeva una Band piu' matura e tecnicamente preparata. Sonorità o meno questo disco raggiunse presto la vetta.
L'album comincia con la super speed “Blackened”, con un intro silenzioso e un outro galvanizzante! Un assolo, quello di Blackned, fra i più belli ideati da Kirk. La title-track, con il suo sarcasmo, nella voce di Hetfield, nei testi, nella musica. La tambureggiante “Eye of the beholder”, con il suo ritornello inneggiante alla libertà. Traccia n°4..la stupenda “One”, la ballad che parte triste e sfocia in pura rabbia. Un pezzo bellissimo che rievoca il dolore della guerra. Devastante “the shortest strow”, che all’inizio tuona come poche altre song. Con il suo continuo “Stop and go” e le sue frustate, “Harvester of sorrow”, ci fa capire come l’amore si trasforma in odio. “The frayed ends of sanity” è la traccia più strana dell’album, musicalmente, negli effetti e nei testi. Lo spirito è sempre molto “battente”. Il culmine della tecnica e dell’emozione viene raggiunto con “To live is to die, l’ultima canzone composta da Burton. La batteria fa la parte di un direttore d’orchestra, dando i tempi ad arpeggi commoventi, effetti di violino e assoli di chitarra sublimi. Indimenticabile il pensiero di Cliff Burton, “narrato” da James nella track. “Dyers eve”, sembra uscita dall’inferno, con una velocità assurda, che ricorda molto “Damage inc”. Molti sostengono che i metallica chiudono qui la propria carriera, e che il resto sia solo materiale commerciale, ma questo si sentirà andando avanti ed ascoltando gli altri lavori dei Four Horsemen.


Recensione di Elwood-78

 

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TRACKLIST

01. Blackened [06.40]
02. ...and Justice for All [09.45]
03. Eye of the Beholder [06.29]
04. One [07.26]
05. The Shortest Straw [06.35]
06. Harvester of Sorrow [05.44]
07. The Frayed Ends of Sanity [07.42]
08. To Live Is to Die [09.47]
09. Dyers Eve [05.14]