MARDUK - Rom 5:12

Album 2007 - Blooddawn Productions


L’abbandono di Legion e l’inserimento di Mortuus è stata la carta vincente dei Marduk. Il precedente album “Plague Angel” mostrava una band notevolmente rinfrescata dalle nuove influenze portate dal nuovo screamer (Gia in forza al suo progetto personale FUNERAL MIST), sacrificando il lato più ferale, ignorante e slayerano di album come Nightwing e l’ormai storico Panzer Division Marduk in favore di un approccio sempre violentissimo ma più sinistro e in un certo modo ragionato. Il nuovo album “Rom 512” non fa eccezione, la band osa con intelligenza, la produzione si fa sempre più massiccia e pulita senza sacrificare un minimo di potenza e mortuus si dimostra ancora una volta uno dei più originali e dotati screamers in circolazione. Tutto ciò è constatabile sin dalle prime battute, l’opener “The leveling Dust” non è la solita sfuriata, appare moderata, carica di pathos e dura come il cemento armato, fa il paio con la stupenda “Cold Mouth Prayer”, che può vantare il riff più gelido in assoluto mai scritto dai Marduk, la prova vocale di Mortuus è la ferocia fatta in musica, merito anche del duetto con Joakim Gravfe Cantante della band nei dischi Opus Nocturnae e Those Of The Unlight (dove si cimentò anche alla batteria). Pur mantenendo coerenza di fondo Rom 512 apre le porte a sperimentazioni inusuali per i Marduk, “Imago Mortis” è un mid tempo di quasi otto minuti, bellissima traccia dai toni malinconici e freddi, voce aspra, riff stupendi alla Primordial e un alone nero che pervade ogni secondo del brano, “Limbs Of Worship” è un sorprendente brano ambient-sinfonico , “Accuser Opposer” altro mid tempo arricchito dalla bellissima voce di A.A. Namtheanga dei Primordial, autore di una prova vocale da brividi come suo solito, e infine la Doomeggiante “Womb Of Perishableness”, incredibile per atmosfere e ricchezza di contenuti, riff ora accompagnati da mid tempo da puro headbanging a parti ancora una volta malinconiche ed evocative. L’intelligenza di un album come questo sta nel proporre le sopraccitate nuove sperimentazioni alle classiche bordate alla marduk, anche se rivisitate in chiave attuale (per intenderci dal sound che la band ha adottato dal non imprescindibile World Funeral per poi passare al successivo Plague Angel), brani diretti e letali come “Through The Belly Of Damnation”, “Limbs Of Worship” e “Vanity Of Vanities” saranno responsabili di più di un livido durante gli immensi ingorghi di pogo nei concerti della band. Un Album maturo, originale, fresco e potente, chi non dovesse permettere alla band di evolversi nascondendosi dietro un retrogrado concetto “true” del black metal probabilmente non potrà mai capire la grandezza di un disco come questo Rom 512.

Vomit The Soul Aka El Machete

 

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TRACKLIST

01. The Levelling Dust [05.11]
02. Cold Mouth Prayer [03.28]
03. Imago Mortis [08.36]
04. Through the Belly of Damnation [04.19]
05. 1651 [04.54]
06. Limbs of Worship [04.24]
07. Accuser / Opposer [08.43]
08. Vanity of Vanities [03.40]
09.Womb of Perishableness [07.01]
10. Voices from Avignon [05.08]