DEICIDE - Till Death Do Us Part

Album 2008 - Earache Records


Torna a distanza di due anni solamente dal precedente lavoro quella che considero, ad oggi, la miglior Death metal band del Pianeta. Ok, ok.. sono di parte visto che i Deicide sono da eoni la mia band preferita, ma credo che chiunque non può non gioire del ritorno in grande stile della band capitanata da Glen Benton e Steve Asheim .
Due anni, come dicevo, sono passati da quell’incredibile capolavoro che è stato “The Stench Of Redemption”, ed ecco arrivare a noi fresco fresco di stampa per la Earache questo “Till Death Do Us Part”, album che segna un leggero cambiamento per quanto riguarda le tematiche affrontate dai Deicide. Ma andiamo con ordine.
In primis, se avete amato all’inverosimile il precedente lavoro, al primo ascolto rimarrete un po’ spiazzati da questo: “Till Death Do Us Part” risulta essere la perfetta unione del sound ‘fresco’ del già citato “Stench…” a quello più compatto e diretto della doppietta d’esordio “Deicide”-“Legion”. Sarà per lo split con Santolla (in disaccordo con la casa discografica su alcuni punti), ma vengono a mancare quei tocchi neocloassici che hanno fatto la fortuna del precedente lavoro. Ciò non toglie che Ralph appare come guest su alcuni pezzi e la sua mano si sente eccome: la sua alchimia con Owen è indiscutibile.
Ci troviamo dunque ad un album dai suoni più compatti, meno arioso.. Abbiamo episodi di violenza cruda, come nelle splendide “Not As Long As We Both Shall Live” e “Horror In The Halls of Stone”. E da questi pezzi possiamo iniziare a parlare delle novità in casa Deicide.
A partire dalla lunghezza dei pezzi, che si aggirano sui cinque minuti e passa, fino ad atmosfere che passano dal doomeggiante all’epico. Sì, ho scritto proprio epico! Anche sul versante songwriting ci sono novità, visto che in alcuni pezzi Benton accantona il classico stile anti-cristiano, per porre alle nostre orecchie dei pezzi più personali.
Sulla qualità de pezzi niente da dire: “In The Eyes Of God”, “Hate Of All Hatreds”, la più ‘classica’ “Angel Of Agony” sino all’intro e all’outro, rispettivamente “The Beginning Of The End” e “The End Of The Beginning” (ok, non il massimo della fantasia), tutto è a dir poco perfetto.
Li avevano dati per morti. Li additavano come una band ormai avviata al declino, sul viale del tramonto. E invece no. I Deicide sono ancora qui, vivi e vegeti, con il loro terzo platter consecutivo degno del glorioso nome che portano. Dopo anni bui, Benton è tornato ad urlare con la sua cavernosa voce (il miglior growl dell’intera scena Death mondiale): “Hey, dio.. alla faccia tua sono ancora qui a sputarti addosso il mio odio”.
E non si può non esserne contenti, se i risultati sono questi!


Recensione di Lord Lucyfer

 

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TRACKLIST

01. The Beginning of the End [03.39]
02. Till Death Do Us Part [04.14]
03. Hate of All Hatreds [03.53]
04. In the Eyes of God [04.42]
05. Worthless Misery [05.00]
06. Severed Ties [04.01]
07. Not As Long As We Both Shall Live [05.05]
08. Angel of Agony [03.29]
09. Horror in the Halls of Stone [06.23]
11. The End of the Beginning [01.41]