Heavy Metal, Hard Rock

GENERE: Heavy Metal, Hard Rock
ORIGINI: Regno Unito, Hertford
FORMATI NEL: 1968
CASA DISCOGRAFICA: Edel Records
STATO: Attivi

SITO UFFICIALE: www.deep-purple.com
MYSPACE UFFICIALE: ---

BIOGRAFIA:
L'hard rock, generato dalle primordiali strutture del rock'n'roll, ha rappresentato uno dei più evoluti punti di convergenza fra diversi stili musicali contemporanei. Nel decennio '50, appena terminato, si era affacciata una cultura giovanile faziosa e piuttosto ingenua, orientata dal disappunto esistenziale maturato fra genitori e figli, castigata in uno sfogo introspettivo senza sviluppi provocatori e "diversi". Già nella prima metà degli anni '60 il movimento "beat" in Inghilterra esasperò la tensione potenziale del rock'n'roll, in seno ad un fenomeno che traeva vigoria dagli eventi socioculturali culminati nelle rivolte studentesche del '68. Negli Stati Uniti la spinta sortita dagli eventi storici in corso, Vietnam fra tutti, pose le radici per i movimenti trasgressivi e pacifisti contro gli schemi repressivi della società dominante. Nell'arco di pochi irripetibili anni, musica e cultura si contraddistinsero per una straordinaria e maestosa ricerca di libertà compositiva ed espressività totale. Purtroppo il business capitalistico s'insinuò rapidamente, inquinando e neutralizzando quel movimento socio-musicale sovversivo e inquietante, trasformandolo in un più innocuo fenomeno di "moda" e di denaro. Negli anni '80 il rock "estremo" e ribelle era finito, riassorbito e normalizzato nelle nuove correnti musicali, frutti del disimpegno e del consumismo, come l'heavy metal, che ben poco ha in comune con l'hard rock, nonostante le strumentali, superficiali e pretestuose analogie, imposte dall'industria discografica e dal giornalismo meno competente. Tre dei futuri Deep Purple si riunirono per la prima volta nel febbraio 1968, in un piccolo villaggio inglese, South Mims, vicino St. Albans, per volontà dei manager Chris Curtis, Tony Edwards e John Coletta. Vi parteciparono il tastierista Jon Lord (Licester 9/6/41), il chitarrista Ritchie Blackmore (Weston Super Mare, 14/4/45) e il bassista Nick Simper (Southall, 3/11/45) con l'intento di fare delle sessions e preparare un repertorio in nome di una band che avrebbe dovuto chiamarsi Roundabout. Un mese dopo, a Deeves Hall, con l'ingaggio del cantante Rod Evans (Slough, 19/1/47), del batterista Ian Paice (Nottingham England 29/6/48) e con la scelta suggestiva, perfettamente in linea con il momento psichedelico in cui il gruppo nacque, di chiamarsi Deep Purple, i cinque musicisti eseguiranno un breve tour presentando i brani del primo Lp, che registreranno ai Pye Studios di Londra fra l'11 e il 14 maggio: "Shades of Deep Purple" pubblicato in America dalla Tetragrammaton Records (il contratto prevedeva 200 dollari d'anticipo e una percentuale del 9% sulle royalties americane a canadesi) e in Europa dalla EMI. L'album, ignorato dal mercato europeo, scalerà rapidamente le classifiche americane grazie soprattutto al singolo "Hush". In settembre è registrato il secondo "The book of Taliesyn" che insieme a "Deep Purple", pubblicato nel marzo '69, rappresenta la trilogia del Mark 1. Dal beat aggressivo di Hush al rock psichedelico, poderoso e incalzante di Mandrake Root, dal lieve feeling jazzistico di Lalena al pop sinfonico di April, suonato con l'ausilio di un'orchestra, i Deep Purple si presenteranno tecnicamente "evoluti" (primi ad aver introdotto il feedback e il wah wah nei loro brani) all'appuntamento del 1970: l'anno dell'hard rock! Con la formazione Mark 1 conquisteranno soprattutto i favori del pubblico americano. Il 16/10/68 durante un tour con i Cream, Clapton "licenzierà" i Purple a causa dell'istrionico comportamento di Blackmore che, sul palco, si era divertito a parodiare la mimica dell'amico chitarrista; quella stessa sera i due furono invitati a cena da Jimi Hendrix che aveva assistito al concerto. In Inghilterra si erano esibiti il 10 agosto, al National Jazz & Blues Festival, insieme con Artur Brown, The Nice, Jeff Beck, Ten Years After, Joe Cocker e Ginger Baker per un compenso pari a 19 sterline (due anni più tardi, con la formazione Mark 2, il NJ&BF gli garantirà un compenso di 1.000 sterline). A Londra, il 15/2/69 suonarono con The Nice all'University College per 125 sterline, mentre ne guadagnarono 150 per fare da spalla ai Fleetwood Mac il 24/10/69 (in un tour americano del 1973 saranno gli stessi Fleetwood Mac a fare da spalla ai Purple). Già nel '69, il 10/5 a New York guadagnano la sostanziosa somma di 3.500 dollari per un concerto al Nassau Comunity College. Nel frattempo l'americana Tetragrammaton fallisce e i Deep Purple vengono reclutati dalla Warner Bros. Allontanato Simper con una liquidazione di 10.000 sterline, ed Evans garantendogli il mantenimento delle royalties per i primi tre album, la formazione Mark 2 si completa, per eccellenza, con il cantante Ian Gillan (Hounslow, 19/8/45) e il bassista Roger Glover (Brecon, 30/11/45). La nuova band è determinata a raggiungere un definitivo successo in Inghilterra e ad imporre una nuova immagine di se stessa. La prima risposta ufficiale al mercato discografico appartiene a Jon Lord. Edwards e Coletta prendono accordi con la BBC, e il tastierista compone una suite per orchestra registrata alla Royal Albert Hall il 24/9 sotto la Direzione di Malcolm Arnold. Accompagnata da stupore, consensi e critiche sentenziose, l'opera è la prima composizione per gruppo e orchestra, cui farà seguito Five Bridges Suite dei Nice di Keith Emerson, lo stesso anno, e Live in Concert dei Procol Harum nel '72. Lord proseguirà, come solista, i suoi esperimenti sinfonici, mentre Keith Emerson ci riproverà nel '77 con Works. Ma è "Deep Purple In Rock" a decretare il trionfo (dando il via a quella che il Melody Maker chiamerà Purple-mania)! L'album che insieme a "II" dei Led Zeppelin ed al primo "Black Sabbath", costituisce la svolta della musica rock e rappresenta la quintessenza del neonato genere: l'hard rock. Tutti i suoi brani restano delle pietre miliari e definiscono uno stile. Speed King, il primo pezzo, si apriva con il muro di suono di tutti gli strumenti tesi all'unisono; dopo il furore iniziale emergeva l'Hammond di Lord, solenne ed evocativo, il brano si estendeva quindi in un riff violentissimo su cui Gillan urlava la sua esuberanza. In sei minuti Speed King conteneva una miniera inesauribile di suggestioni. Sul palco, intanto, la band iniziava a costruire il suo tipico spettacolo, che sarebbe poi diventato uno standard imitatissimo. Al National Jazz & Blues Festival i Deep avrebbero dovuto suonare dopo gli Yes, ma Jon Anderson e soci ritardarono intenzionalmente il loro arrivo per ribaltare le precedenze. Allora Blackmore dispose ad un roadie di incendiare i suoi amplificatori alla fine del concerto, con il risultato ottennuto di non far più suonare gli Yes (l'intero palco andò distrutto) e suscitando un'apoteosi fra il pubblico. Prima di allora i Deep si erano ripresentati il 30/1/70 alla Royal Albert Hall, suonando tra i Renaissance ed i Canned Heat, e l'11/4/70 al Central Hall Chatham, con i Genesis gruppo di supporto. Oltre ai concerti londinesi il gruppo sostenne alcuni tour in Europa e ad agosto, tra il 12 e il 25 si esibì in sei date negli Stati Uniti per 18.059 dollari. Il 1970 termina con sette date in Germania, per 12.528 sterline. Il 1971 consolida il successo della band in tutto il mondo: dopo il singolo "Black Night" (che raggiunge la seconda posizione nel Regno Unito) è la volta del 33 giri "Fireball" a scalare le classifiche (superando il successo di In Rock, arrivato al 4 posto nelle "charts" inglesi, Fireball si assesterà in prima posizione). La stagione live si apre con un tour in Olanda, concerti in patria (questa volta alla Royal Albert Hall percepiranno un compenso di 1.377 sterline) in Germania, Scandinavia, Svizzera e anche Italia (due date a Roma, 26 e 27 maggio) per tornare in America in tour con i Faces di Rod Stewart: diciassette date per 71.786 dollari. Fireball è un album più vario di In rock, passa dalla psichedelia inquietante di Fools, in cui Blackmore riuscì ad ottenere l'effetto violoncello manipolando i controlli di volume della chitarra, ad un blues accelerato come Anyone's Daughter. Anche questo 33 giri sarà seguito da un singolo: "Stange Kind of Woman", che in Inghilterra raggiungerà l'ottava posizione. La consacrazione in superstars arriva con "Machine Head", pubblicato nel '72, l'album di Highway Star e Smoke on the Water, ma anche di Lazy (frizzante miscela classico-boogie), di Pictures of Home, ricca di straordinari passaggi strumentali e di Space Truckin, che dal vivo conterrà il migliore "stage act" del gruppo, con Blackmore e Lord che spremeranno fino allo spasimo i loro strumenti. Blackmore, vale la pena di rilevare, non ha mai "distrutto" le sue chitarre con fini esibizionistici, come Pete Townshend degli Who, bensì ha raccolto e completata l'eredità di Hendrix nel "sacrificare" la sua Stratocaster, raggiungendo nuovi universi sonori, che molti altri chitarristi non hanno nemmeno osato avvicinare. Machine Head conquista il primo posto nelle classifiche inglesi e il settimo in quelle USA, dove ottiene un disco d'oro e tre di platino. Come per i tre precedenti, anche questo LP è seguito da un nuovo singolo: l'emozionante ballata When a Blind Man Cries. I Deep Purple creano una loro etichetta, la Purple Record, con la quale producono, tra gli altri, i Nazarath e Yvonne Elliman. Il 1972 fu l'anno di maggior successo per la formazione Mark 2, ma costituì anche l'epilogo. L'estenuante carriera concertistica, soprattutto negli Stati Uniti, dilanierà l'unità del gruppo. Ben cinque tour americani: 16 date in gennaio, per 60.787 sterline, 11 tra marzo e aprile per 26.956 sterline, 8 a maggio per 14.230 sterline, 19 tra luglio e settembre, comprese due tappe in Giappone, per 62.765 sterline, 20 fra novembre e dicembre per 94.755 sterline; oltre ai tour europei. Nessuna altra band aveva mai avuto una così intensa attività concertistica. E' del 1972 lo straordinario live "Made in Japan" (disco d'oro e di platino negli USA), considerato uno dei 10 capolavori rock di ogni tempo. Nel 1973 dieci date inglesi in febbraio, per 10.038 sterline, altre tappe in Europa e poi di nuovo in America, tra aprile e giugno 34 concerti per 316.348 sterline, e ancora in Giappone, cinque ultime date per 32.279 sterline. In quell'anno la band ha inciso "Who do we think we are" (quarto nelle classifiche del Regno Unito e settimo in quelle americane), un album che riflette la minor coesione all'interno del gruppo, pur sempre un ottimo disco, contraddistinto da brani coinvolgenti come Woman from Tokyo o il lungo blues Place in Line. Ian Gillan lascia la band a seguito delle sue divergenze con Blackmore, mentre Glover è allontanato, sempre per compiacere il chitarrista. I Deep Purple si riassestano con il cantante David Coverdale (Saltbum, 22/9/51) e il bassista Glenn Hughes (Cannock Staffs, 21/8/52). La permanenza del nucleo strumentale di base Blackmore-Lord-Paice assicurava la continuità del gruppo ormai ai vertici della sua popolarità. A novembre registrano "Burn", un'ottima miscela tra hard tradizionale (Burn, You Fool No One) e l'accentuata vena blues del nuovo cantante (Might Just Take Your Life), che trovava la sua più felice estrinsecazione in Mistreated, massima espressione blues da parte di artisti bianchi. Anche il bagaglio di Hughes apportò delle novità al sound dei Purple, introducendo nella musica del gruppo l'elemento funky. Il 1974, per i cinque, è lastricato d'oro: il mondo musicale è impaziente di ascoltarti dal vivo, Burn vende bene (terzo nelle classifiche inglesi e nono in USA, dove sono ancora presenti altri due LP) e per il nuovo tour mondiale i Purple affittano un lussuosissimo Boeing 7202, lo Starship 1, il più costoso jet privato mai costruito per l'attrazione musicale più grande! Stando alle dichiarazioni della Warner Bros, nessuno, neppure Elton John, The Allman Brothers e Led Zeppelin vende in tutto il mondo più dischi! Tra marzo e aprile, in 24 date, guadagnano qualcosa come 857.219 sterline! L'evento più clamoroso fu rappresentato dalla colossale manifestazione tenuta il 6 aprile all'Ontario Speedway: California Jam, quasi mezzo milione di persone accorse ad un appuntamento irripetibile. EL&P, Black Sabbath, Eagles e molte altre band all'apice del loro successo, fra tutte i Deep Purple erano la "stella" che concludeva la serata. L'esibizione culmina in una violentissima Space Truckin, durante la quale Blackmore distrusse, oltre la "solita" Stratocaster, una telecamera dell'operatore ABC e diversi amplificatori, in un crescendo di frenesia sonora indimenticabile. La registrazione di quel memorabile concerto è disponibile sia su vinile sia su video. Il Guinnes dei Primati li cita come il gruppo musicale con la più alta amplificazione: 117 decibels di hard-rock! Nel 1974 incidono il secondo album con la formazione Mark 3: "Stormbringer" raggiunge il terzo posto nelle classifiche inglesi ed è il decimo disco d'oro per la Warner Bros. Splendide ballate come Holy Man, Gipsy e Soldier of Fortune, e ancora blues con High Ball Shotter, lasciano in secondo piano la componente hard prediletta da Blackmore. Era prevista per il 25 luglio la loro esibizione ad un grandioso evento musicale in Italia: il Santamonca Rock Festival, dove avrebbero suonato, fra gli altri, Yes, Ten Years After, Santana e i Purple rappresentavano l'attrazione principale, ma problemi organizzativi del Comune di Rimini ne impedirono la realizzazione. La band torna negli Stati Uniti ad agosto, per quattro date (ricavando 114.581 sterline) e dopo alcuni tour in Europa si ripresentano al pubblico americano con 16 presenze fra novembre e dicembre (per un compenso di 180.024 sterline), nel gennaio '75 suonano in Australia, al Sanbury Music Festival e terminano con l'ultimo tour europeo che vedrà la formazione Mark 3, salire insieme su un palco per l'ultima volta: quello dell'Olympia di Parigi il 7 aprile. Ancora divergenze fra Blackmore e il nuovo cantante, spalleggiato da Hughes, inducono il chitarrista a lasciare i Purple. Fu sostituito dal chitarrista Tommy Bolin (Sioux City, 1/8/1951 - Miami, 4/12/76), poliedrico musicista influenzato dal funcky jazzato, con il quale incisero "Come Taste The Band", unica testimonianza in studio della formazione Mark 4. Momenti esaltanti come la melodica This Time Around e Owed To "G"si alternano al magnetismo di You Keep on Moving e alla durezza di Lady Luck. Prima che lo straordinario talento di Bolin terminasse con la tragica morte per overdose, in una stanza d'albergo, i Deep Purple si esibiranno, in performance altalenanti per qualità a causa della condizione fisica del chitarrista, in due tour: 13 date nel novembre del '75 a Honolulu, in Nuova Zelanda, Australia, Indonesia e Giappone, per 144.468 sterline, infine l'ultimo in America, tra gennaio e febbraio del '76, 32 date per 275.979 sterline. Nel 1976 i Deep Purple si sciolgono definitivamente, dopo aver diviso royalties per più di 9 milioni di sterline. La storia, pero', continua: la più estesa "riserva" di talenti che il rock abbia avuto, era appena cominciata: la Purple Family! Fra i solchi incisi nei dischi di platino, dai record d'incassi ai botteghini, in tournée che hanno coperto ogni angolo della terra, i Deep Purple hanno ricevuto un consenso popolare, e una straordinaria affezione dei fans più seguaci, che pochi altri personaggi del mondo della musica possono annoverare. Eppure, non sempre la loro popolarità ha corso di pari passo con il credito della stampa e dei media. Sono stati ignorati dai grandi networks radiofonici americani persino durante il loro periodo di maggiore successo negli States. Spesso i critici musicali hanno scritto di loro come di una "macchina commerciale" dagli esigui contenuti musicali. Il loro rock, dal contenuto apparentemente modesto, sembrava una labile misura di successo per qualche virtuoso che sarebbe passato presto di moda. La Family è stata la risposta! Altre grandi band hanno avuto parabole straordinariamente simili, ma quasi tutte sono scivolate verso un inesorabile declino che le ha portate a lunghissimi periodi di silenzio assoluto, interrotti da lavori mediocri e deludenti, e le prove dei singoli membri hanno confermato nel tempo una scoraggiante scarsezza qualitativa. Anche i Deep Purple sono entrati in crisi verso la metà di quei fatidici anni '70; tuttavia, la loro crisi non era dovuta all'esaurimento della vena creativa, bensì al vivace contrasto di personalità all'interno del gruppo. Dallo scioglimento della band sono scaturite numerose carriere soliste, tutte caratterizzate dalla notevole prolificità e dalla costante coerenza artistica, restando i soli rappresentanti di un'epoca e di un'intera concezione della musica. Jon Lord ha dato seguito, sin dal periodo in cui faceva parte della Mark 2, ai suoi esperimenti sinfonici con "Gemini Suite", "Windows" e "Sarabande", composto brani per grandi session quali "First of the Big Bands", "Malice in Wonderland" e "Before I Forget", registrato colonne sonore come "The Last Epic" e collaborato, fra gli altri, con gli Ashton Gardner & Dyke, George Harrison (Gone Troppo), David Gilmour (About Face). Ritchie Blackmore ha realizzato i monumentali Rainbow e Coverdale i Whitesnake, sicuramente le due band di maggior successo della Family (il Serpente Bianco ottiene negli USA 6 dischi d'oro e 34 di platino), nei quali hanno militato in alcuni periodi: Glover in veste di bassista e produttore dei Rainbow, e Paice & Lord nei Whitesnake (lo stesso Coverdale collaborò con Lord e Glover). Tredici album e oltre 350 concerti rappresentano l'intensa attività solista di Gillan. Breve purtroppo quella di Bolin che nel '76 ha lasciato, insieme l'incisione con i Deep Purple, altre due testimonianze del suo talento, "Teaser" e "Private Eyes". Sempre più apprezzata, nel corso degli anni, quella di Glenn Hughes, mentre Glover, oltre la già citata esperienza con Blackmore, ha inciso "The Butterfly Ball", "Elemets" e "The Mask" e continuato ad operare come produttore discografico; Ian Paice ha inciso e fatto tournée con il chitarrista Gary Moore . La Family inoltre ha contribuito ad affermare i numerosi musicisti che si sono alternati, in session o da membro stabile di uno o più di uno dei gruppi d'appartenenza: basti citare Cozy Powell prima con i Rainbow e dopo con i Whitesnake, oltre a collaborazioni con Lord; il cantante Ronnie James Dio con i Rainbow e con Glover; e i chitarristi Bernie Marsden e Ray Fenwick al fianco di Lord e poi di Coverdale il primo, ancora di Lord, di Glover e infine con Gillan il secondo. E come loro, moltissimi altri validi artisti entrati a buon diritto nella Family. La Family si è naturalmente estesa ai gruppi in cui i componenti dei vari Mark hanno militato: gli Episode Six di Gillan e Glover, i Trapeze di Hughes, la James Gang di Bolin, sino alla "storia" degli Artwoods di Jon Lord, dei The Outlaws e i Savages di Ritchie Blackmore, e della partecipazione di quest'ultimo agli italiani Trip. Numerose registrazioni sono state prelevate dagli archivi delle case discografiche, radio e televisioni: canzoni inedite o singoli "d'epoca" rimasterizzati e stampati su CD. Nel frattempo anche il catologo "porpora" si è arricchito: oltre la dilagante uscita di antologie ("Deepest Purple" ottiene un disco d'oro e uno di platino negli USA) e album commemorativi, un tributo alla grandezza insita nel nome dei Deep Purple, si può ascoltare nei diversi album live postumi: "Made in Europe", "Live in London" e "Mk III The Final Concert" con la formazione Mark 3, "Powerhouse", "Gemini Suite Live", "In Concert" e "Scandinavian Nights"con la formazione Mark 2, "Last Concert in Japan" (per quanto discutibile) e "In Concert" della K.B. con la formazione Mark 4. Il 1984, dieci anni dopo lo scioglimento dei Mark 2... è ufficiale: la formazione "per eccellenza" è di nuovo insieme. Cinque musicisti "diversi", colti, meno convenzionali dei loro colleghi, cinque signori "bene" sui quaranta che hanno voglia di suonare e far divertire chi li ascolta, si presentano - dopo otto di "porporato" silenzio - di fronte ad un pubblico inevitabilmente trasformato per ragioni anagrafiche, e a seguaci da conquistare tra quelli di una nuova generazione: è ancora trionfo! I Deep Purple vendono in poche settimane un milione e mezzo di copie del loro album "Perferct Strangers" (pubblicato dalla Polydor) e allestiscono una tournée mondiale che nel 1985 è stata seconda, per numero di biglietti venduti, solo a quella di Bruce Springsteen: 11 tappe in Australia e 2 in Nuova Zelandia, 45 negli USA e 6 in Canada, 7 in Giappone e 17 in Europa. Il 22 giugno l'unico concerto inglese: di fronte a centocinquantamila persone costituiscono l'attrazione principale del Knebworth Festival; la loro esibizione viene registrata e pubblicata su CD. L'8 e 9 luglio suonano nell'immenso Palais des Omnisports di Parigi, centoventimila watt di musica che i transalpini consegnano all'etere: il concerto viene trasmesso in Italia da Notte Rock su Rai3. Nel 1986 pubblicano "The House of Blue Light" e l'anno successivo "Nobody's Perfect", doppio album live registrato durante il tour del 1987/88: 52 date in Europa e 23 negli USA. Il quintetto è nuovamente ai vertici della popolarità: in Italia un sondaggio proposto dal periodico Heavy Metal li conferma come la band degli anni 70 più amata in assoluto, e la differenza in termini di voti con gli altri artisti è abissale. Nuovi attriti fra i due istrioni Blackmore e Gillan, inducono quest'ultimo a lasciare la band. Il chitarrista lo rimpiazza con l'ultimo vocalist dei Rainbow Joe Lynn Turner e nel 1990 pubblicano "Slaves And Master". La torunée del 1991 comprende 33 concerti in Europa, 8 negli USA, 5 in Giappone, 7 in Brasile e uno in Israele. Gillan torna e realizza nel 1992 " The Battle Rages On"; il nuovo tour rischia di interrompersi dopo 36 apparizioni in Europa, a termine delle quali Blackmore lascia difinitivamente il gruppo: le ultime testimonianze "live" con i due amici nemici ancora uniti sono contenute nel Video "Come Hell Or High Water" e nella diversa registrazione audio incisa sull'omonimo CD. I Deep Purple continuano a suonare dal vivo con l'astro Joe Sartriani: lo straordinario chitarrista riesce nella difficile impresa di rimpiazzare il "mito" Blackmore e di doverlo fare senza preparativi. La tournée si conclude dopo 5 tappe in Giappone ed altre 23 in Europa. Nel 1996 tornano in studio per la BMG e registrano "Purpendicular" che si aggiunge ai 90 milioni di dischi venduti sino ad allora. Il nuovo arrivo è Steve Morse: forse il più accreditato e premitato chitarrista rock degli ultimi dieci anni; ancora una volta un musicista fusion viene chiamato per sostituire il leggendario Blackmore. L'album "Live at Olympia '96" è uno splendido tributo alla grinta che la rinnovata band continua ad esprimere sul palco: il concerto parigino è compreso nelle 75 tappe europee - tra il 96' e il 97' - alle quali si aggiungono le 16 negli USA, tre in Canada, 2 in Korea, 8 in Sud Africa, 3 in india, 19 in Inghilterra, 10 in Giappone e 18 in Sud America. "Abandon", l'ultimo album, è storia dei nostri giorni e di una terza generazione che si affianca alle due precedenti nel seguire con entusiasmo una delle band più longeve nella storia del Rock. Il trentennio viene suggellato con nuova una tournée mondiale, artisti quali i Dream Theater e gli Emerson Lake & Palmer di spalla, dalla Turchia al Messico, dal Libano al Canada. Alle soglie del duemila i mitici porporati "ci sono ancora" e, come ha affermato Glover in un'intervista, "Ci saranno sempre i Deep Purple finche la gente ne avrà bisogno". [FONTE]

DISCOGRAFIA

Singolo 1968 Hush
Album 1968 Shades of Deep Purple
Singolo 1968 Kentucky Woman
Album 1968 The Book of Taliesyn
Singolo 1969 Anthem
Singolo 1969 Emmaretta
Singolo 1969 River Deep Mountain High
Singolo 1969 Help
Album 1969 Deep Purple
Singolo 1969 Hallelujah
Live Album 1969 Concerto for Group and Orchestra
Singolo 1970 Concerto
Singolo 1970 Black Night
Singolo 1970 Speed King 
Album 1970 In Rock 
Singolo 1970 Flight of the Rat
Singolo 1970 Child in Time
Singolo 1971 Strange Kind of Woman
Album 1971 Fireball
Singolo 1971 Fireball
Singolo 1971 No No No
EP 1972 April
Singolo 1972 Black Night (live)
Singolo 1972 Child in Time (live)
Singolo 1972 Never Before
VHS 1972 Scandinavian Nights
Album 1972 Machine Head
Singolo 1972 Lazy
Singolo 1972 Smoke on the Water
Singolo 1972 Highway Star 
Best of 1972 Purple Passages
Live Album 1972 Made in Japan
EP 1973 New Live & Rare
Singolo 1973 Space Truckin'
Singolo 1973 Super Trouper
Album 1973 Who Do We Think We Are!
Singolo 1973 Woman from Tokyo
Singolo 1973 Smoke on the Water (live)
Best of 1973 Mark I & II
Singolo 1974 Burn 
Album 1974 Burn
Singolo 1974 Might Just Take Your Life
Singolo 1974 Lady Double Dealer
Singolo 1974 You Can't Do It Right
Album 1974 Stormbringer
Singolo 1975 Lay Down Stay Down
Singolo 1975 Stormbringer
Best of 1975 24 Carat Purple
Singolo 1975 Gettin' Tighter
Singolo 1975 You Keep on Movin'
Album 1975 Come Taste The Band 
VHS 1976 Rises Over Japan 
EP 1976 New Live & Rare Vol. 2
Live Album 1976 Made in Europe 
Best of 1977 The Mark 2 Purple Singles
Singolo 1977 The Bird Has Flown
Live Album 1977 Last Concert in Japan
Best of 1977 Powerhouse - Deep Purple
Best of 1978 The Singles A's and B's
Best of 1978 When We Rock, We Rock & When We Roll, We Roll
EP 1979 Deep Purple In Rock
Best of 1980 Deepest Purple
EP 1980 Burn (live)
Live Album 1980 In Concert
EP 1980 New Live And Rare Vol.3 
VHS 1981 Live at the California Jam
Live Album 1982 Live in London
Singolo 1984 Knocking At Your Back Door
Singolo 1984 Nobody's Home
Singolo 1984 Perfect Strangers 
Album 1984 Perfect Strangers
Best of 1985 Greatest Purple
Best of 1985 Off the Record Special with Mary Turner
Singolo 1985 Black Night (12")
Best of 1986 Fireworks 
VHS 1987 The Videosingles 
Singolo 1987 Bad Attitude (edit)
Singolo 1987 Call of the Wild
Singolo 1987 Bad Attitude
Album 1987 The House of Blue Light 
EP 1988 Bad Attitude
Live Album 1988 Scandinavian Nights 
Singolo 1988 Hush (live)
Live Album 1988 Nobody's Perfect
Best of 1989 Rock Giants
Best of 1990 Black Night - Best
VHS 1990 Doing Their Thing
Singolo 1990 Love Conquers All
Singolo 1990 King of Dreams 
Album 1990 Slaves and Masters
Best of 1991 The Compact Disc Anthology
Live Album 1991 In The Absence of Pink - Knebworth '85
VHS 1992 Heavy Metal Pioneers
Best of 1992 Knocking At Your Back Door: The Best Of Deep Purple In The 80s
Best of 1993 I Successi
Best of 1993 Progression 
Best of 1993 Smoke On The Water
Live Album 1993 Live In Japan 
Singolo 1993 Anya 
Singolo 1993 Time to Kill
Album 1993 The Battle Rages On...
Singolo 1993 Talk About Love
Singolo 1993 The Battle Rages On
Best of 1994 Live in Osaka, August 1972
Best of 1994 Smoke On The Water/The Best Of
Best of 1994 Soldier of Fortune: The Greatest Hits
VHS 1994 Come Hell or High Water
Boxed set 1994 Best On Stage 1970-1985
Live Album 1994 On Stage: Black Night 
Live Album 1994 On Stage: Child in Time
Live Album 1994 On Stage: Highway Star
Singolo 1994 Anyone's Daughter 
Live Album 1994 Come Hell Or High Water 
Best of 1995 Child in time 1984-88
Live Album 1995 Deep Purple in Concert
Live Album 1995 Live in California Feb 1976: On the Wings of a Russian Foxbat 
EP 1995 Black Night
Singolo 1996 Aviator
Singolo 1996 Hey Cisco
Singolo 1996 Sometimes I Feel Like Screaming
Singolo 1996 The Turtle Island Shuffle
Album 1996 Purpendicular 
Live Album 1996 California Jamming 
Live Album 1996 MK III The Final Concerts 
Singolo 1996 Don't Hold Your Breath
Best of 1997 The Collection
Singolo 1997 Powerhouse
Live Album 1997 Live at the Olympia 96
Best of 1998 Purplexed
Singolo 1998 Any Fule Kno That
Singolo 1998 Don't Make Me Happy 
Singolo 1998 Jack Ruby
Singolo 1998 Whatsername 
Live Album 1998 The Gemini Suite 
Album 1998 Abandon 
Best of 1998 30: Very Best Of 
Singolo 1998 Black Night (live Australia 1999)
DVD 1999 Total Abandon
Singolo 1999 Smoke on the Water (live '99)
Boxed set 1999 Shades 1968-1998 
Live Album 1999 Total Abandon - Live In Australia
Live Album 1999 Live At The Royal Albert Hall
VHS 2000 Around the World 1995-1999
DVD 2000 Bombay Calling
DVD 2000 Live at Royal Albert Hall
Best of 2000 1420 Beachwood Drive: The California Rehearsals Pt 2
Best of 2000 Days May Come & Days May Go: The California Rehearsals Pt 1
Best of 2000 The Very Best Of
Best of 2000 Extended Versions
Best of 2000 Anthems
Best of 2001 In Profile 
Best of 2001 Very Best Deep Purple Album Ever 
Boxed set 2001 New, Live & Rare - The Bootleg Collection 1984-2000
Boxed set 2001 The Soundboard Series
DVD 2001 Machine Head
DVD 2001 New, Live & Rare - The Video Collection 1984-2000
Live Album 2001 Kneel & Pray
Live Album 2001 Live At The Rotterdam Ahoy: 30th October 2000
Live Album 2001 Space Vols 1 & 2
Live Album 2001 Australian Tour 2001 - Wollongong
Live Album 2001 This Time Around: Live in Tokyo '75
Boxed set 2002 Singles Boxed Set
Live Album 2002 Live at the Forum 
Best of 2002 20th Century Masters: The Best of Deep Purple
DVD 2002 Perihelion
Boxed set 2002 Listen Learn Read on
Split 2003 Winning Combinations 
Live Album 2003 California Jam 1974
Live Album 2003 Live in Stockholm 1970
Live Album 2003 Gemini Suite Live 1970
Best of 2003 Purple Hits - The Best of Deep Purple
Best of 2003 The Essential
Best of 2003 Deep Purple and Friends
Album 2003 Bananas
DVD 2003 Masters From the Vaults
Best of 2004 The Early Years
Best of 2004 The Family & Friends Albums
DVD 2004 Rock Review 1969-1972 
Live Album 2004 Perks And Tit
Live Album 2004 Live In Paris 1975: la Derniéere Seance
DVD 2004 Live Encounters
DVD 2005 Live in Concert 72/73
Best of 2005 Forever - The Very Best Of Deep Purple 1968-2003
Best of 2005 The Platinum Collection 
EP 2005 Rhino Hi-Five: Deep Purple
Singolo 2005 Well Dressed Guitar
Live Album 2005 Australian Tour 2001 - Newcastle
Album 2005 Rapture of the Deep
DVD 2005 Live in California 74
Boxed set 2006 Live in Europe 1993
DVD 2006 Live at Montreux 
Live Album 2006 Live at Montreux 
Live Album 2007 Live in Denmark 1972
Live Album 2007 Live in Montreux 1969
DVD 2007 They All Came Down to Montreux: Deep Purple Live at Montreux 2006
Live Album 2007 They All Came Down to Montreux

Scheda aggiornata il 04/01/2008