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Ed ecco che per la serie "Credevate di averle sentite tutte" si presenta questo gruppo che, a suo dire, fa Nautic Doom; ovviamente non si tratta di un
nuovo genere ma poco ci manca perchè si tratta di un funeral doom molto particolare, con molti elementi death-gore ed alcune ispirazioni strumentali che
vanno dall'atmosferico (avete presente quelle cassette che riproducono i rilassanti suoni della spiaggia?) al blues. Un piatto davvero ricco insomma!
Le chitarre sono abbastanza cupe, assurdi i tempi stoppati e lentissimi (per certi versi assimilabili ai Mortician ma suonati in chiave doom), ipnotiche
le melodie, specialmente le parti acustiche atmosferiche, basso molto potente anche se non sempre si nota, una batteria assolutamente innovativa,
scandisce tempi lentissimi e specialmente coi tamburi, colpi secchi, che rimbombano, uso dei piatti abbastanza particolare con tempistiche che ricordano
le onde che si infrangono sulla costa. La voce è un growl ultragutturale e bassissimo, spesso tendente al gurgling, una cosa fenomenale, la caverna
dell'orco insomma, passaggi lenti, versi vomitevoli e durante il gurgling sembra stia affogando negli abissi. Certo: fare un album e dedicarlo interamente
a tutta la storia di Moby Dick non è comune a tutti i gruppi funeral doom, Ahab è infatti il nome del capitano alla caccia della famosa balena; ciò che
mi chiedo è come possa questa storia aver ispirato tutta questa insensata brutalità gutturale, sarà l'insensata caccia del capitano, la sua sete di
vendetta, la sua perversa goduria nel dar la caccia all'animale? Durata immensa per quest'album, pochissimi i punti morti (e parlando di funeral doom
potrebbe confondersi con una critica ma è un complimento...), godibile fino all'ultimo. Un cd che vi farà sprofondare negli abissi, Consigliato ai
cultori dell'estremo e basta... gli altri ci pensino cinque volte prima di fare questo acquisto.
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