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Una dark opera nata da sei brillanti menti originarie della Finlandia, che parla di un amore tradito tra un uomo ed una vampiro in un turbine tra passione ed un pizzico di follia permeante il racconto ove non mancano tra un capitolo e l'altro (ben dieci) una voce narrante, la quale si occupa di introdurre il pezzo che segue o concludere quello precendente.
Le influenze musicali del cd variano dall'hard rock, progressive rock, heavy metal e la musica classica di volta in volta, con sfumature sempre differenti da brano a brano. Il tutto parte con l'intro 'Chapter one: Glory Ride' un lieto suono di un carillon unito ad una tenebrosa voce apre le danze di 'Chapter two: Death Wish' poderosa cavalcata progressive dalle ritmiche sostenute, questa come i rimanenti nove capitoli nonchè il gran finale 'Appendices' sono caratterizzate dal dualismo vocalico della soprano Marie Helsingforce ed il frontman Ozzie Rissanen, insieme a riffoni funanbolici molto vicini al songwriting già proposto, dai Symphony X in chiave gothic, un inizio davvero molto interessante.
Dai toni più soft la successiva 'Chapter Three: Thouched By Evil' un brano dalle tinte hard-rock anche nei vocalizzi, che ricordano gli Whitesnake dei bei tempi, ottimo groove... accattivante direi! Qui, non mancano cori e controcori ad infarcire un brano tra i più belli del lotto; 'Chapter Four: Dark Gift' segue grosso modo le stesse coordinate nulla da aggiungere mentre 'Chapter Five: Darkness' segue coordinate diverse avendo come vocalist di punta Marie, ed Ozzie di supporto e, nel proseguo alternando i ruoli. Il brano presenta fattezze più goth alla Nightwish, altra band a cui il sestetto finnico si ispira nel tessere episodi di rara bellezza. Quand'ecco ergersi un tetro tappeto di tastiere in 'Chapter Six: Vampire', esso introduce una seducente dark ballad che fà da contraltare alla psichedelica 'Chapter seven: Evil Things' da notare il sottofondo dell'Hammond che fà molto sixties.
Non mancando di fare il suo ingresso la componente darkeggiante nonchè l'ormai onnipresente gorgeggio della soprano. Da 'Chapter Eight: Blood and Flame' ci spostiamo in territori nettamente Heavy Metal sino alla conclusiva 'Chapter Ten: My Master, My Slave' dedicando degno tributo ai mitici Queensryche assomigliandoci come un francobollo stampato sia nei tipici assoli vorticosi che nelle progressioni arrembanti delle parti vocali decise, portate a cinque ottave, un qualcosa di fenomenale facendo anche meglio dei loro stessi idoli. 'Appendices' che conclude degnamente l'intera opera, convogliando in un unica soluzione quanto espresso nei dieci brani
strabiliandomi per pathos ed indubbie capacità di entrambi i vocalist di rendere in modo
ineccepibile, sino a 'End Credits' outro che riprende il dolce carillon dell'intro di apertura.
E'un album da ascoltare più volte, per assimilarlo in ogni sua sfumatura e caratteristica notevole, mettendo da parte qualsiasi tipo di pregiudizio iniziale... praticamente infondato, in quanto i nostri dimostrano ampiamente di proporre un buon gothic/prog metal (con una buona dose di epicità) all'altezza dei più blasonati mostri sacri a cui, si ispirano, riservandoci per il futuro, senz'altro delle belle sorprese. Meglio tenerli d'occhio!!
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